Il Lupo Appenninico in Val Vibrata, parla Luigi Boitani maggiore esperto in Italia.

In seguito agli ultimi avvistamenti del Lupo Appenninico al di fuori della zona Parco del Gran Sasso, in pianura e vicino alle case nella zona della Val Vibrata, abbiamo chiesto al professore emerito Luigi Boitani, maggiore esperto italiano sui lupi, di dirci qualcosa in più riguardo al Lupo Appenninico.

Professor Boitani, può dirci qualcosa di lei?

“Sono professore emerito di Ecologia Animale e Biologia della Conservazione alla Università di Roma Sapienza. Lavoro sul lupo dal 1972 quando ho fatto le prime catture e marcature di lupi con radiocollari in Abruzzo. Sono anche il Chair del Large Carnivore Initiative for Europe, un gruppo di 60 esperti di grandi carnivori europei.”

Analizzando il Lupo Appenninico lo definirebbe come una sottospecie?

“Il lupo italiano è rimasto isolato dai lupi europei per molto tempo e si è differenziato sia in alcuni caratteri morfologici che nel suo patrimonio genetico. Se questo sia sufficiente o meno a dichiararlo una sottospecie è questione di interesse solo per qualche esperto di tassonomia. Non è una questione rilevante per la conservazione del lupo perchè comunque la popolazione di lupo italiana è meritevole di protezione per i suoi adattamenti alla coesistenza stretta con l’uomo.”

Lupo Appeninico

Può dirci quanti sono oggi i lupi nel Parco del Gran Sasso e Monti della Laga?

“Non so quanti siano i lupi del Gran Sasso ma so che nel parco d’Abruzzo ci sono una decina di branchi. Ma i lupi non vivono solo nei parchi e aree protette, sono presenti su gran parte dell’Italia, fino alla punta della Puglia e anche nella pianura padana.”

Secondo lei perché i lupi si avvicinano sempre più ai centri abitati?

“Il lupo è abituato a vivere in ambienti fortemente utilizzati dall’uomo e sa come muoversi per sfruttare al meglio le opportunità di risorse disponibili, come ad esempio rifiuti e animali domestici. Il lupo viene da sempre vicino ai paesi, non è una novità degli ultimi anni. D’inverno si vedono le tracce nella neve e si pensa che il lupo venga vicino agli abitati solo d’inverno, ma non è così, il lupo viene vicino alle case tutto l’anno, oggi come sempre nel passato. Poiché ci sono più lupi oggi che non 20 o 30 anni fa, si vedono più spesso ma il comportamento non è cambiato.”

Potrebbero rappresentare un pericolo per l’uomo?

“Al parco d’Abruzzo ci sono diverse decine di lupi e due milioni di turisti che vanno assolutamente dappertutto, ma non mi sembra di aver mai sentito di un attacco del lupo all’uomo! No non c’è alcun pericolo per l’uomo, nemmeno se lo incontrate a pochi metri. State attenti solo a non incontrare un lupo con il vostro cagnolino al guinzaglio perché allora è possibile che il lupo cerchi di portarsi via il cane.”

Come è possibile la convivenza uomo-lupo e soprattutto come possono tutelarsi gli allevatori?

“Questo è un argomento molto complesso e non si può ridurre a poche parole, ma basta ricordare che la pastorizia abruzzese e italiana ha convissuto con il lupo per secoli e secoli e ha messo a punto metodi di coesistenza efficacissimi. Lo strumento di base è il cane pastore abruzzese, poi la presenza del pastore insieme al bestiame al pascolo e poi il fatto che le greggi sono di piccole dimensioni. Con questi accorgimenti, il danno è sempre ridotto a pochissimi capi, un danno tollerabile.”

Ringraziamo il professore Luigi Boitani per l’intervista che ha voluto concedere al nostro blog Lemamagazine.

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